Alla fine del 2025 l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale, ha dichiarato «Negli ultimi tre anni sono stati investiti oltre 700 milioni di euro per migliorare la qualità dell’offerta formativa».
Numeri importanti che raccontano una Regione impegnata nel potenziamento delle politiche educative e occupazionali.
La realtà della formazione professionale siciliana, invece, mostra crepe profonde.
Nel settembre 2025, lo stesso assessore Turano aveva assicurato che la Regione non avrebbe più tollerato ritardi e disservizi nel comparto della formazione.
Dichiarazioni arrivate nel pieno della crisi della piattaforma informatica legata all’Avviso 7/2023, andata in tilt proprio nelle fasi di presentazione delle domande.
Un blocco che ha messo in seria difficoltà gli enti di formazione e che ha rischiato di compromettere oltre 1,5 miliardi di euro di fondi europei destinati al settore!
La chiusura d’urgenza della piattaforma, certificata dal comunicato del 12.09.2025, ha azzerato il lavoro predisposto dagli enti.
L’avviso 7, che prevede due annualità, attualmente siamo nella seconda, destina 61,6 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus 2021-2027 all’aggiornamento del Catalogo regionale dell’offerta formativa e alla formazione professionale di disoccupati, inoccupati e persone inattive tra 18 e 65 anni residenti in Sicilia.
Questa misura dovrebbe consentire di offrire un’opportunità a soggetti che, per i motivi più vari, si ritrovano fuori dal mercato del lavoro, ma che possono ancora trovare una strada nella loro vita.
I percorsi sono i più disparati: da Animatore servizi all’infanzia a Operatore socio assistenziale (OSA); ancora da Tecnico specializzato e-commerce a Operatore delle confezioni; da Acconciatore, da Estetista (abilitazioni professionali), a Truccatore artistico, a Tecnico dell’accoglienza turistica, ad Addetto amministrativo.
Cosa ricevono i destinatari? Indennità giornaliera di € 5,00 e un attestato di qualifica o specializzazione professionale. Ebbene tutto questo viene svolto dai tantissimi enti di formazione, che si attengono scrupolosamente alle tempistiche e alle richieste dell’assessorato al ramo.
Ma lo stesso non può dirsi per l’assessorato regionale che tarda nei tempi della rendicontazione e successiva erogazione dei mandati di pagamento verso gli enti di formazione.
Questo determina un effetto domino nel ritardo dei pagamenti di docenti, di tutor, di affitti, di utenze etc.
Lo stesso può dirsi per avviso 6 GOL, per il quale la piattaforma è andata in tilt almeno due volte in un paio di mesi del 2025, generando disagi certificati e ampiamente denunciati dagli operatori del settore.
Anche questo avviso ha come finalità quelle di rafforzare l’occupabilità, di riqualificare i lavoratori e di favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di coloro che beneficiano di ADI, SFL, NASPI, DIS-COLL: disoccupati di lunga durata, giovani NEET, donne, lavoratori fragili e lavoratori con redditi bassi (working poor). Le azioni previste sono percorsi formativi quali: aggiornamento (upskilling) o riqualificazione (reskilling).
In questo avviso però la durata del corso è notevolmente breve (circa tre mesi) e pertanto l’impegno degli enti di formazione risulta esponenziale (caricamento in piattaforma dei registri, dell’anagrafica allievi, dei docenti e dei tutor ect.) ma soprattutto questi devono garantire che il percorso venga svolto nelle date inderogabilmente stabilite dall’assessorato regionale.
Cambia l’avviso ma non la musica, perché anche in questo caso l’assessorato tarda nei tempi della rendicontazione e della successiva erogazione dei mandati di pagamento verso gli enti di formazione.
Il risultato suona come il ritornello di una canzone sanremese: gli enti lavorano senza orari e alle volte anche nei week-end, per garantire l’erogabilità dei corsi gratuiti, ma per le competenze economiche devono aspettare i tempi biblici della Regione???
Quando la formazione professionale gratuita assume tempi biblici
